Razza partigiana

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UNO DEI MIEI SOLITI TENTATIVI DI GUARDARE IN SINTESI

INNALZARSI AL DISOPRA DEGLI EVENTI, E OSSERVARLI SERENAMENTE

(GIORGIO MARINCOLA, MONTORIO ROMANO, SETTEMBRE 1942)

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Razza Partigiana

Quando inizia il nuovo secolo

Da quando sono nato ho vissuto molte date fondamentali: c’è questa tendenza a dire “evento epocale”, “dal tal giorno il mondo non è più lo stesso”, etc etc. Anche perché la questione dell’inizio del nuovo secolo è spinosa (per un matematico poi!): il primo gennaio 2000 o il primo gennaio 2001? Per non entrare in questa diatriba preferisco riferirmi alla periodizzazione (oramai classica) di Hobsbawm del secolo breve. In questi 23 anni che ci separano dal 1989 ho conosciuto Mario e quindi la sua riduzione “a protagonista del Novecento” (come recita il titolo della nostra festicciola) è eccessiva. Mario, in questi anni, mi ha insegnato, ci ha insegnato tantissime cose nel crinale fra Politica e Matematica. Vorrei, dunque, raccontare due cose di Mario che provengono dal Novecento e che credo servano a noi più che mai. Anche perché la mia generazione (in attesa di una seria e definitiva “critica della ragione generazionale” che ci liberi una volta per sempre di questo fardello!) è stata la prima del post-89. La prima cosa bella è quando Mario mi racconta della riunioni al Partito. “Si iniziava e si parlava, per 2 ore, dell’internazionalismo. Ore e ore a parlare dell’Angola, ad esempio” (Mi chiedo oggi chi parla dell’Angola? Eppure è interessantissima poiché è l’avamposto cinese in Africa). “Poi via, via si passava a parlare della sezione e della fontanella sulla piazza”. Ecco: dal generale al particolare: in matematica questo processo è definito deduzione. Ora, nel nuovo secolo, è il contrario: si passa dal particolare e mai al generale. Ci si ferma sempre o quasi alla fontanella. La proposta, quindi di una via deduttiva alla politica e non quella induttiva: questo è un problema enorme. Da questo afflato internazionale nasce anche l’amore di Mario per la Romania. La serata di stasera vuole essere un saluto e un ricordo ad Alexandru Lascu. Il secondo punto saliente è la parola Pace. Anche questa di provenienza dal PCI e dalla matematica, in particolare per la figura di Grothendieck. Anche qui, nel Partito, la parola pace aveva un’eco oggi difficilmente credibile. Le giornate della pace di Parigi a cui Mario andò con Lucia nel 46 e dove incontrarono Ho Chi Min e Dolores Ibarruri. Credo che la cosa più bella che abbia detto Mario è “io sogno il giorno in cui si dirà che ogni guerra è sbagliata, anche la Nostra”. Questo è  quel lottare contro se stessi che recentemente Francesco Matarrese ha messo in risalto partendo anche dalla suggestione operaista. In fondo la resistenza è stata un esercito nato con l’idea di morire o comunque con contratto a termine (per usare un linguaggio giovanile). Un vero capolavoro! Alla faccia di quanti sostengono la resistenza tradita. E poi chi, come me, fa parte della “generazione perduta” (concetto che unisce la destra montiana e la sinistra post-sessantottina) non può non pensare con orgoglio al fatto di essere stato, vent’anni fa, zapatisti. Chi sul finire degli anni sessanta era maoista o guevarista – vent’anni dopo- aveva (o comunque avrebbe dovuto avere) vergogna. Noi, generazione cresciuta nell’Oltre Novecento, ci siamo attaccati a quell’esperienza messicana in maniera a volte troppo acritica o forte. Siamo stati sicuramente un po’ velleitari e folcloristici, ma vergogna proprio no! Ed era bello per noi sentire il Subcomandante che ci diceva “l’esercito zapatista si pone, come meta più alta, la propria sparizione”. Non sappiamo se il Sub avesse recepito quella cosa dai nostri Partigiani più avveduti, ma a noi piace pensarlo: in un incrocio pericoloso fra le montagne del sud est messicano e le montagne (tante: dagli Appennini alle Alpi) dove Mario ha combattuto.

Razza Partigiana

Il libro

La prima edizione di Razza partigiana. Storia di Giorgio Marincola (1923-1945) è uscita nell'ormai lontano maggio del 2008. Sanciva, allora, la conclusione di una ricerca durata più di tre anni e la cui scintilla era stato il suggerimento di Mario Fiorentini di indagare una figura così peculiare come quella di Giorg... continua a leggere

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